Il 2024 è stato un anno meraviglioso, fatto di passi da gigante, battute d’arresto, celebrazioni, semi e fuochi, mentre qualcosa di nuovo è risorto dalle ceneri.

Molti di voi sanno che il nostro furgone è stato incendiato all’inizio dell’estate.
Quell’incendio è stato un evento significativo per noi. Abbiamo imparato meglio chi siamo: la nostra risposta è stata libera dalla rabbia, libera dalla paura e quella risposta ha trovato eco in una comunità che sembrava preparata ad ascoltare tali parole. Cito dalla nostra newsletter di maggio:
“La comunità è un’arte fragile, basata sulla buona fede e sul massimo ascolto. In un certo senso, l’ascolto è ciò che pratichiamo da 25 anni.”

Il nostro festival estivo, sotto la direzione artistica di Alessandro, è diventato un esercizio di costruzione di comunità, in cui il nostro pubblico, giovane e meno giovane, vive un senso sempre più ampio di meraviglia nel giocare insieme in questo luogo magico…

Nelle mani capaci di Natascia, il nostro progetto “Orthia” sta diventando una cornucopia: i nostri incontri settimanali hanno dato vita a due importanti banche dei semi, una in collaborazione con l’organizzazione internazionale “Climavore”, una con il progetto “Biodiverso” dell’Università di Bari. Abbiamo inaugurato “Le domeniche di Orthia”, passeggiate immersive nel verde, conferenze sulla coevoluzione dei semi e dell’umanità, buffet a km 0, musica, tanta gioia e risate.

Insieme alle nostre anime gemelle artistiche, “La Radice dei Viandanti”, abbiamo creato un nuovo spettacolo, DREAMBORN. È un’incredibile avventura sciamanica raccontata attraverso il teatro fisico, il clown, la danza e la musica. Natascia, Pia e io siamo di nuovo sul palco! I “Viandanti” sono ormai una residenza permanente qui, offrendo la loro profonda e sottile educazione alla danza da questo angolo di paradiso che è la Luna.

Continuiamo a costruire la comunità attraverso il nostro laboratorio teatrale inclusivo permanente “AcHademy”, come anche formazione aperta sull’ascolto attraverso tecniche teatrali.

Abbiamo ancora molto da fare per supportare le numerose comunità che ci legano — spesso in modo invisibile e inspiegabile — alle nostre vite e alla Vita qui su questo prezioso pianeta.

Questo non è solo il nostro progetto.  È il progetto che appartiene anche ai nostri figli.

Ora vogliamo solo cogliere l’occasione per ringraziare tutti voi, uno per uno, per la vostra meravigliosa e sincera partecipazione a questa avventura.