Vi ho già raccontato di come io e Pia abbiamo “scoperto” il Sud, e l’ospitalità mediterranea, e del nostro piacere nel restituire quell’ospitalità ai nostri molti ospiti qui alla Luna.

Una volta ho provato a capire quanti visitatori abbiamo avuto nei nostri 20 anni qui, ma ho rinunciato presto.
Per prima cosa ero indeciso se contare le visite o i visitatori: se partecipi ad un workshop clown ad Aprile, e poi passi di nuovo con tuo figlio per il festival estivo, ti devo contare due volte, una come clown e una come madre? Se ti abbiamo assunto come ingegnere elettrico per ridisegnare quel quadro traballante, ti devo contare? O lo devo fare solo dopo, quando decidi di provare i workshop clown?

E’ più semplice dire che innumerevoli storie d’amore sono nate qui, con almeno quattro arrivate al matrimonio, una delle quali è stata celebrata nei campi (con i muppet ad ufficiarla, e il padre della sposa che portava sua figlia su un’apecar…)

Ma di certo più tempo le persone passano qui, più il dialogo diventa ricco (con gli umani, con la natura). Domani arrivano alcuni dei nostri meravigliosi amici tedeschi diversamente abili di “Eins und Alles” vicino a Stoccarda, con i quali stiamo portando avanti un progetto teatrale. Ieri, anche l’ultimo clown del laboratorio interculturale se n’è andato.
A causa di questa pioggia e questo freddo fuori stagione, abbiamo qualche problema ad avere in tempo le lenzuola pulite e asciutte. Ma troveremo qualche soluzione, come facciamo sempre…

Richiede molto lavoro mantenere questo posto in ordine, presentabile e confortevole, per il flusso costante di ospiti. Non provo nemmeno a descrivervi le difficoltà nel coordinare il rinnovo degli spazi che stiamo facendo, organizzare l’abbattimento dei muri e spostare i sacchi di cemento dal passaggio, sempre con un occhio ansioso alle nuvole, sperando di poter accogliere i nostri ospiti senza dover distribuire caschi antinfortunistica e stivali da pioggia…

Ma ne vale la pena, davvero. Oltre al fatto che tutto questo è diventato un meraviglioso lavoro di squadra – e non più la solitaria battaglia di Pia e me – con l’energia e l’intelligenza di Natasha e Alessandro, i menù professionali di Rudy e la cucina casalinga creativa di Angel e del suo ragazzo Michael, la presenza instancabile di Lamine e il supporto di Ileana e Sergio, così come il costante supporto professionale di Susanna e Mirco, lei con la direzione della newsletter e del sito (in arrivo) del Lunar Clowning, lui con le grafiche e prima ancora con il suo lavoro di facilitazione e performance clown.

I visitatori annuali della Luna incontrano tutte queste persone, che sia fisicamente o nello spirito, attraverso le tracce dell’instancabile danza collaborativa che abbiamo trovato insieme. In estate l’intera equazione esplode esponenzialmente, ma per adesso mi limito a quello che succede tutto l’anno (e, spesso, 24h/7 giorni).

E i visitatori di qui non sono turisti qualsiasi. Sempre di più, le persone che arrivano qui sono consapevoli di fare un’esperienza di incontro molto speciale, sociale, artistica ed ecologica. Le persone ci cercano non più perchè pensavano che fossimo una pizzeria, ma perché vogliono davvero condividere qualcosa con noi: qualcosa forte come i sassi nei nostri campi, ricco come la terra rosso-sangue, delicato come le libellule che volteggiano sopra il nostro palco danza, robusto come la risata che erompe dal nostro pozzo.

E sì, abbiamo appreso che ci sarà un’altro matrimonio alla Luna: alla Festa della Luna di un paio di anni fa, Natasha e Alessandro si sono incontrati, evitando a stento uno scontro in macchina di fronte alla porta di casa nostra. A Giugno si sposeranno qui.
Non sono nella posizione di potervi invitare. Chiedete a loro.