TI HO VISTO
Dopo tanti anni passati a guardare le stelle dalla sua stanzetta, un uomo scopre di essere non solo osservatore, ma anche osservato. Così comincia una storia paranoico-comica….
Quest’uomo, destinato a rimanere anonimo, vive in un angolo grande come una cabina telefonica. Da li, scrutando le stelle, vede se stesso, ma non piacendogli quello che vede decide di presentarsi diversamente allo sguardo dell’universo.
Dentro la sua cabina claustrofobica ha tutta l’attrezzatura necessaria per fare un “selfie” radiofonico. Protagonista del proprio dramma esistenziale, l’uomo solitario si trova costretto ad occuparsi anche della regia e persino della tecnica. Lo scopo di questa produzione impegnativa è quello di convincere il suo pubblico che lui è più di quello che loro non vedono.
Ci fa ridere e ci fa piangere nel suo disperato tentativo di presentarsi in una luce più simpatica, ma persino la scenografia diventa sua antagonista. Purtroppo, più cerca di controllare il suo copione, più questo gli sfugge: all’interno del suo stesso dramma lui si trasforma da eroe in pagliaccio, come se Fantozzi recitasse Amleto.
Questo dilemma esistenziale si sviluppa in un gran piccolo spettacolo, dentro una vera cabina delle meraviglie, nella quale possiamo scorgere il nostro bisogno, e il nostro terrore, di essere visti.
Stage residenziale
Condotto da Robert McNeer
dal 23 al 28 aprile 2016
Partiamo dal presupposto che ridere insieme fa bene alla salute, apre il cuore e unisce il gruppo. Qualcosa che migliora la qualità della vita senza alcun effetto collaterale negativo certamente meriterebbe di essere preso più sul serio!

Nel lavoro del clown teatrale le debolezze diventano punti di forza e gli errori basi di partenza; ciò che comunemente è messo a margine in una società sempre più veloce e perfezionista si trasforma in poesia.
Scoprire il proprio clown è un viaggio nell’autenticità, la spontaneità, la semplicità, l’humour e la gioia. E’ la ricerca della propria vulnerabilità, senza doverla nascondere, per trovare lì la propria forza e una nuova autostima.
L’ingrediente che dà un sapore così particolare e divertente a questo stage è il fatto che i partecipanti sono in parte italiani e in parte stranieri, un miscuglio di culture, età e percorsi di vita. Comunicare con tutti diventa un impresa spesso disperatamente comica e molto coinvolgente per il clown di ciascuno.
E poi il cibo pugliese…
Questo stage è adatto a tutti, con o senza esperienza clown.
https://www.facebook.com/events/554450438065972/
Siamo lieti di ospitare nei nostri spazi il Corso triennale in Gestalt-Bodywork counseling, organizzato da Associazione Yoga Nidra in collaborazione con Formazione Gestalt-Bodywork
http://wp.me/p7mJKN-Dl
Siamo orgnogliosi di presentarvi Gardi Hutter – Forse il più grande Clown Teatrale del mondo, con 35 anni di carriera, 2800 rappresentazioni in oltre 27 paesi, durante 6 eccezionali produzioni teatrali e 1 programma circense, riconosciuti con oltre 11 premi d’arte.
Alla Luna nel pozzo ci proporrà un classico: “GIOVANNA D’ARpO”
Gardi Hutter lavora come clown, ma il suo personaggio ha poco a che fare con l’idea del clown da circo o da intrattenimento: è un clown teatrale. Si colloca in una tradizione che risale a diverse generazioni, tradizione che spesso non viene considerata “vero teatro”, perché i personaggi di Gardi Hutter non vogliono essere individui, con una psicologia e un carattere, né fanno riferimento alla realtà quotidiana: appaiono sul palco da un altro mondo, provengono da miti e leggende antichissime, racconti vecchi quanto l’umanità.
Hanna, la “figura” di Gardi Hutter, è un’invenzione d’arte, è nata dalla prassi, plasmata in infinite sperimentazioni e prove. E’ sempre la stessa e tuttavia sempre diversa, è un personaggio e insieme molteplici personaggi. In questo spettacolo, che ha debuttato nel 1981 al CRT, è un personaggio archetipico senza molte velleità femministe e senza complessi tipicamente femminili, compare nei panni di una lavandaia sognatrice che si trasformerà nella eroina Giovanna d’Arco. Hanna è facilmente riconoscibile per il suo naso – famoso attributo da clown – e per i capelli disordinati. Ha una pancia enorme, straordinaria, che condiziona il suo modo di muoversi. Usa raramente un linguaggio verbale, si esprime a gesti o con una sua lingua – una sorta di grammelot, fatto di rumori, onomatopee, gerghi – che nella sua incomprensibilità è, di fatto, comprensibile a tutti e tradisce una tecnica attoriale raffinata e molto antica. Un teatro, dunque, che spazia tra le categorie dell’immaginazione e che ha una grande complicità per l’umanità degli spettatori.
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Si comincia alle ore 18.00 con laboratori e giochi (prenotazione gradita) postazioni per il teatro, la giocoleria, il travestimento, un labirinto, il parco giochi… e possono partecipare anche mamma e papà!
Poi tutti in anfiteatro per lo spettacolo OPOPO’ OLE’ di e con Teatro Opopò

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