con Oscar De Summa
Niente, non succede niente, solo la depressione da calura estiva. La noia è la sovrana di un regno bruciato in cui uomini e donne indugiano senza concludere nulla, rassegnati . Stare nella piazza deserta a guardare le cosce delle donne, bere e rubare alla luce del sole: questo è il sud raccontato da Oscar De Summa, questa è la Puglia amata e odiata e Oscar è anche il protagonista di Diario di Provincia, il ragazzo che dice no all’asfissia dei giorni eternamente uguali, e lo fa ribellandosi ingenuamente: cambiando lavoro prima e abbigliamento dopo, inseguendo le mode del nord ma trovandosi piantato sempre nella stessa palude. Un affresco divertente dietro cui si nasconde una tragedia , un risvolto drammatico che forse rappresenta l’unica rottura a una routine che annienta ogni speranza, ogni gesto eroico. Il pubblico ride delle superstizioni, dei vecchi e degli uomini e delle donne frastornate dal caldo, e ridendo non si accorge di essere condotto sul ciglio dell’inevitabile precipizio, al di là del quale non esiste nessuna cura, nessun sollievo.
SIDERA, LE STELLE
con Vittorio Continelli
Come nasce una stella? Quali storie nascondono le costellazioni dello zodiaco? Chi erano
Callisto, Orione, Fetonte? Perché il cielo notturno esercita su noi un fascino immutato da
migliaia di anni?
Discorso sul Mito #6 – Sidera, le stelle racconta il cielo notturno servendosi di storie
tramandate dalla tradizione greca e romana. Si parte dall’origine delle costellazioni e dai loro
movimenti celesti, per poi rievocare alcuni dei miti più belli ad esse legati: l’amore di Zeus
per Callisto, l’Orsa maggiore; la storia del gran cacciatore Orione; l’amore tra Helios e Selene;
la nascita della Via lattea; il folle volo di Fetonte sul carro del Sole.
Sidera, attraverso il racconto teatrale, unisce quei punti celesti al fine di restituire a noi
comuni mortali la dimensione della meraviglia che ci coglie ogni volta che alziamo gli occhi al cielo trapunto di stelle.
DIGIUNANDO DAVANTI AL MARE
Con Giuseppe Semeraro
La figura di Danilo Dolci sfugge a qualsiasi tentativo di classificazione: poeta, intellettuale, pedagogo. Dopo un breve viaggio in Sicilia decide di ritornarci e di mettersi al fianco degli ultimi, dei diseredati, dei banditi come li chiamava lui stesso. Negli anni cinquanta organizza e promuove tantissime manifestazioni e scioperi in difesa dei diritti dei contadini, dei pescatori, dei disoccupati. Il suo attivismo gli valse due candidature a premio Nobel per la pace e il riconoscimento a livello internazionale del suo operare. Sempre in quegli anni con i contadini progetta e realizza una radio clandestina, un asilo, una diga, l’università popolare insieme a tanti progetti culturali. Quello che più mi interessa in questa figura sono le sue qualità umane, il suo grande potere comunicativo e soprattutto la fiducia che sapeva spargere attorno a sé. Qualità che gli permisero di creare un grande movimento popolare che sfociò nel grande “Sciopero alla rovescia”; manifestazione che rivendicava il fatto che dei disoccupati per protesta andavano a lavorare rendendosi utili in lavori per la collettività. Danilo Dolci voleva, con i disoccupati Siciliani, ricordare all’Italia intera che per la Costituzione Italiana il lavoro è un diritto ma anche un dovere se questo lavoro ha un’utilità pubblica. Durante la manifestazione Danilo Dolci fu arrestato assieme ad alcuni collaboratori, ne segui un processo che segnò un profondo spartiacque nell’Italia del dopoguerra. Dalle vicende umane di questo gigante dimenticato abbiamo creato un pezzo teatrale che tenta non solo di raccontarne i momenti più importanti ma di evocarli con il corpo nudo del teatro.
IL BALLO
Con Daria Paoletta
Una famiglia di arricchiti, provinciali e ignoranti, una moglie che non vuole invecchiare, un marito che pensa solo agli affari e non riesce a porre argine alle volontà smodate e ai dispetti della consorte, una figlia non più ragazzina, ma non ancora donna. Intorno un mondo di “nemici”, secondo la gretta e sprezzante filosofia della padrona di casa: una istitutrice inglese, una maestra di pianoforte, un maggiordomo e una servitù buona solo a rubare pane e stipendio.
Tutti insieme vivono l’attesa del grande ballo, una festa danzante che la “signora” vuole offrire a tutti i nobili e ricchi della città – qualunque essa sia – per affermare ricchezza e strapotere della famiglia. Ha pensato a tutto, e tutto trasuda arroganza ed eccessi. Ha solo trascurato un dettaglio, un piccolo dettaglio: la sua adorata bambina…
Con Nunzia Antonino
Regia di Carlo Bruni
Protagonisti di questo lavoro sono principalmente i libri e la lettura: compagni preziosi che allargano la vita. E se l’esperienza personale può valicare i confini che le sono dati attraverso la lettura, dalla lettura abbiamo tratto i contorni di un’esperienza personale e l’abbiamo messa in scena. Questa biografia “inventata” esprime le passioni che mi animano e parte dall’urgenza di raccontare il disagio che stiamo vivendo, per approdare a una promessa di speranza: al rinnovo della fiducia nell’uomo. Con semplice parzialità, con Carlo Bruni, abbiamo messo insieme ricordi, sapori, suoni, paesaggi abitati, incontri sognati e pezzetti rubati ad autori che amo. Ho confidenza con questo bagaglio: confidenza e rispetto. Lo mostro non senza qualche imbarazzo, convinta che possa aiutarci a rimettere in gioco il desiderio di stare con gli altri: di dire che oltre lo stretto confine dell’io, c’è un noi che è importante curare.
TI HO VISTO
Dopo tanti anni passati a guardare le stelle dalla sua stanzetta, un uomo scopre di essere non solo osservatore, ma anche osservato. Così comincia una storia paranoico-comica….
Quest’uomo, destinato a rimanere anonimo, vive in un angolo grande come una cabina telefonica. Da li, scrutando le stelle, vede se stesso, ma non piacendogli quello che vede decide di presentarsi diversamente allo sguardo dell’universo.
Dentro la sua cabina claustrofobica ha tutta l’attrezzatura necessaria per fare un “selfie” radiofonico. Protagonista del proprio dramma esistenziale, l’uomo solitario si trova costretto ad occuparsi anche della regia e persino della tecnica. Lo scopo di questa produzione impegnativa è quello di convincere il suo pubblico che lui è più di quello che loro non vedono.
Ci fa ridere e ci fa piangere nel suo disperato tentativo di presentarsi in una luce più simpatica, ma persino la scenografia diventa sua antagonista. Purtroppo, più cerca di controllare il suo copione, più questo gli sfugge: all’interno del suo stesso dramma lui si trasforma da eroe in pagliaccio, come se Fantozzi recitasse Amleto.
Questo dilemma esistenziale si sviluppa in un gran piccolo spettacolo, dentro una vera cabina delle meraviglie, nella quale possiamo scorgere il nostro bisogno, e il nostro terrore, di essere visti.
Stage residenziale
Condotto da Robert McNeer
dal 23 al 28 aprile 2016
Partiamo dal presupposto che ridere insieme fa bene alla salute, apre il cuore e unisce il gruppo. Qualcosa che migliora la qualità della vita senza alcun effetto collaterale negativo certamente meriterebbe di essere preso più sul serio!

Nel lavoro del clown teatrale le debolezze diventano punti di forza e gli errori basi di partenza; ciò che comunemente è messo a margine in una società sempre più veloce e perfezionista si trasforma in poesia.
Scoprire il proprio clown è un viaggio nell’autenticità, la spontaneità, la semplicità, l’humour e la gioia. E’ la ricerca della propria vulnerabilità, senza doverla nascondere, per trovare lì la propria forza e una nuova autostima.
L’ingrediente che dà un sapore così particolare e divertente a questo stage è il fatto che i partecipanti sono in parte italiani e in parte stranieri, un miscuglio di culture, età e percorsi di vita. Comunicare con tutti diventa un impresa spesso disperatamente comica e molto coinvolgente per il clown di ciascuno.
E poi il cibo pugliese…
Questo stage è adatto a tutti, con o senza esperienza clown.
https://www.facebook.com/events/554450438065972/
Siamo lieti di ospitare nei nostri spazi il Corso triennale in Gestalt-Bodywork counseling, organizzato da Associazione Yoga Nidra in collaborazione con Formazione Gestalt-Bodywork
http://wp.me/p7mJKN-Dl

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