TEATRI DI TERRA: FUOCO D’INVERNO
presenta
LA PICCOLA STREGA
con Pia Wachter
“Stanotte è la notte di Valpurga, e tutte le streghe si riuniscono per il ballo sul Monte Block. Tranne te…”
La piccola strega ha soltanto centoventisette anni e mezzo. Perciò è troppo piccola per partecipare alla grande Festa della Valpurga, la notte quando tutte le streghe vanno a ballare sul Monte Block. Ma quando decide di andarci lo stesso, si tuffa in un anno pieno di avventure avvincenti e divertenti nel tentativo di diventare una buona strega.
Ma che cosa è “buono” e che cosa è “cattivo”?
Se è buono aiutare quelli che ne hanno bisogno, sarà cattivo dare qualche lezione divertente a quelli che se lo meritano? Insieme al simpatico corvo Abraxas, la piccola strega cerca la sua strada in un mondo troppo grande e pieno di ingiustizia.
“La piccola strega” di Otfried Preussler, ha regalato a migliaia di bambini un mondo pieno di magia, abitato da personaggi indimenticabili e animato da pensieri ed emozioni che ogni bambino conosce. Con questo racconto sono contenta di condividere con i bambini di oggi il piacere che ho avuto da piccola, leggendo questo libro incantato.
STORIE DI ZHORAN
Storie di zingari e violini
di e con Giuseppe Ciciriello, arrangiamenti e fisarmonica Piero Santoro
“Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno per protestare.”
B. Brecht
Durante l’olocausto nazista, con il macabro pretesto della pulizia etnica, migliaia di Zingari finirono nei campi di sterminio. Nel culto del super uomo, atroci barbarie vennero commesse sotto lo sguardo attonito del mondo. Ma cos’è un uomo? E che cos’è oggi uno zingaro? Zhoran, con il suo amico Borhat, cerca di rispondere a queste domande con una certa ironia, raccontando storie semplici, sorprendenti: frutto di una cultura orale che si tramanda di generazione in generazione. Intorno: melodie e ritmi balcanici a cui è difficile resistere.
AMORE E PSICHE
con Daria Paoletta
Una storia che racconta un amore travagliato e ostacolato dalla diversità dei due amanti: Amore è un dio, mentre Psiche è una mortale, ma bella come una dea. Una saga di personaggi che dividono l’Olimpo dalla Terra, le divinità dai mortali, per scoprire che, nell’immaginario degli antichi, non c’è poi tanta differenza, gli uni assomigliano agli altri. Una scena che prende vita attraverso la forza del linguaggio vocale e corporeo, evoca ambientazioni e porta lo spettatore in un mondo immaginifico e a ritrovare se stesso.
Master Clown alla Luna nel Pozzo
Condotto da Paul MacDonald & Robert McNeer
Che cos’è?
Approfittando della nostra esperienza teatrale ed educativa degli ultimi trent’anni, esploreremo con voi la luce che il clown porta a questioni di percezione e cognizione, di comunità e di inclusione, di performance, di presentazione e di memoria.
Per chi è?
Questo corso può interessare clown di professione o chi pratica il clown da un po’, e anche chi è interessato agli aspetti pedagogici e/o terapeutici del clown. Il lavoro sul clown, inoltre, potrebbe arricchire molto il lavoro di counselors, terapisti ed educatori.
Cosa studieremo?
Ciascuna sessione, della durata di una settimana, esplorerà un tema diverso:
week I Lo sguardo che condivide: facilitazione in teoria e in pratica
week II Clown in comunità: diversamente abili e ospedale
week III Il mio clown: creazione e performance
week IV Giochi di memoria: social clowning
In che modo è articolato?
Proponiamo quattro sessioni di 6 gg ciascuna fra autunno 2014 e primavera 2016. Queste sessioni saranno divise fra teoria, analisi (discussioni, lavoro in gruppi e presentazione) e lavoro pratico (improvvisazioni sul palco).
Siamo convinti che l’apertura ludica di questo lavoro avrà implicazioni molteplici per chiunque sia coinvolto in un processo creativo, mentre l’approccio collegiale all’apprendimento arricchirà enormemente la ricerca di ciascun individuo.
Quali sono le date?
SESSIONE I – 6-12.11.2014
Lo sguardo che condivide: facilitazione in teoria e in pratica, ospite Chris Seeley
SESSIONE II – 23-29.3.2015
Clown in comunità: diversamente abili e ospedale, ospite Ewan MacKinnon
SESSIONE III – 30.11-6.12.2015
Il mio clown: creazione e performance, ospite Rodrigo Morganti
SESSIONE IV – 21-27.3.2016
Giochi di memoria: social clowning, ospite Mirco Trevisan
SCONTO EARLYBIRD: Prenotando un posto sei mesi prima di ogni sessione
Il corso sará limitato ad un massimo di 14 partecipanti, esclusivamente persone che hanno gia esperienza con il nostro lavoro. Dovrete inviarci un CV ed una lettera motivazionale. Verrà data la precedenza a chi parteciperà a tutte le sessioni.
SPADE E CIPOLLE
di e con Angela Iurilli
La signora Sofronia cerca Nina e la trova lì dove un pubblico aspetta un inizio, e l’inizio… ha inizio.
Un racconto diretto che scavalca i secoli e pone al centro una relazione antica: quella tra padrona e serva, qui legate da una morsa indissolubile che fa di due anime un corpo – e di due personaggi una sola interprete.
Sofronia, feroce padrona che si nutre di potere, è l’odio.
Nina, la serva che non piange mai. Nina la nera, Nina l’amore.
Ognuna attraverso il proprio sguardo evocherà fatti umani e storici (la vicenda risale all’epoca di Carlo Magno), ma per quanto la loro diversità/conflitto sia una questione antica, lo spettacolo non vuole essere storico. La memoria gioca brutti scherzi ad autori e personaggi; ognuno aggiunge, distorce, annebbia per poter sopra-vivere la verità. La storia diventa quindi una traccia, un pretesto per attraversare temi attualissimi, come i conflitti religiosi, la violenza della guerra e la corruzione del potere (uniche condizioni per una vita “privilegiata”), la vanità, la solitudine e il ricordo-incombenza della morte che attanaglia e spinge ad allontanare qualsiasi fragilità umana.
Il pubblico entrerà nella vicenda non solo in quanto testimone; a volte desiderato, altre respinto, sarà oggetto di un palleggio continuo e ironico tra la dimensione del presente reale e quella del passato ideale, scomparso con i Fiori di Francia.
Stage residenziale
Condotto da Robert McNeer & Catherine Bryden
dal 27 aprile al 2 maggio 2015
lo stage inizia il 27 aprile alle ore 16 e finisce il 2 maggio alle ore 13
Partiamo dal presupposto che ridere insieme fa bene alla salute, apre il cuore e unisce il gruppo. Qualcosa che migliora la qualità della vita senza alcun effetto collaterale negativo certamente meriterebbe di essere preso più sul serio!
Nel lavoro del clown teatrale le debolezze diventano punti di forza e gli errori basi di partenza; ciò che comunemente è messo a margine in una società sempre più veloce e perfezionista si trasforma in poesia.
Scoprire il proprio clown è un viaggio nell’autenticità, la spontaneità, la semplicità, l’humour e la gioia. E’ la ricerca della propria vulnerabilità, senza doverla nascondere, per trovare lì la propria forza e una nuova autostima.
L’ingrediente che dà un sapore così particolare e divertente a questo stage è il fatto che i partecipanti sono in parte italiani e in parte stranieri, un miscuglio di culture, età e percorsi di vita. Comunicare con tutti diventa un impresa spesso disperatamente comica e molto coinvolgente per il clown di ciascuno.
E poi il cibo pugliese…
Questo stage è adatto a tutti, con o senza esperienza clown.

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