SUPERMAN & ME
di e con Robert McNeer
Come tanti bambini, avevo un grande eroe, SUPERMAN, ed ero convinto di poter VOLARE anch’io! Nei sogni vedevo la mia vita dall’alto, indiscutibile prova del mio SUPERPOTERE! Ma nella mia vita di ogni giorno, rimanevo stranamente TERRESTRATO! Come il giovane Clark Kent, mi sentivo teso fra cielo e terra. Fortunatamente il teatro mi dava un modo per affrontare questo mio DRAMMA!
Tra le gioie e le ansie di un’infanzia americana anni ’60, nutriti dalle immagini del fumetto di Marvel, respiriamo un’aria che non c’è più, un’aria di can-do visionario, dove basta credere in un sogno per realizzarlo.
TEATRI DI TERRA: FUOCO D’INVERNO
presenta
LA PICCOLA STREGA
con Pia Wachter
“Stanotte è la notte di Valpurga, e tutte le streghe si riuniscono per il ballo sul Monte Block. Tranne te…”
La piccola strega ha soltanto centoventisette anni e mezzo. Perciò è troppo piccola per partecipare alla grande Festa della Valpurga, la notte quando tutte le streghe vanno a ballare sul Monte Block. Ma quando decide di andarci lo stesso, si tuffa in un anno pieno di avventure avvincenti e divertenti nel tentativo di diventare una buona strega.
Ma che cosa è “buono” e che cosa è “cattivo”?
Se è buono aiutare quelli che ne hanno bisogno, sarà cattivo dare qualche lezione divertente a quelli che se lo meritano? Insieme al simpatico corvo Abraxas, la piccola strega cerca la sua strada in un mondo troppo grande e pieno di ingiustizia.
“La piccola strega” di Otfried Preussler, ha regalato a migliaia di bambini un mondo pieno di magia, abitato da personaggi indimenticabili e animato da pensieri ed emozioni che ogni bambino conosce. Con questo racconto sono contenta di condividere con i bambini di oggi il piacere che ho avuto da piccola, leggendo questo libro incantato.
STORIE DI ZHORAN
Storie di zingari e violini
di e con Giuseppe Ciciriello, arrangiamenti e fisarmonica Piero Santoro
“Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno per protestare.”
B. Brecht
Durante l’olocausto nazista, con il macabro pretesto della pulizia etnica, migliaia di Zingari finirono nei campi di sterminio. Nel culto del super uomo, atroci barbarie vennero commesse sotto lo sguardo attonito del mondo. Ma cos’è un uomo? E che cos’è oggi uno zingaro? Zhoran, con il suo amico Borhat, cerca di rispondere a queste domande con una certa ironia, raccontando storie semplici, sorprendenti: frutto di una cultura orale che si tramanda di generazione in generazione. Intorno: melodie e ritmi balcanici a cui è difficile resistere.
AMORE E PSICHE
con Daria Paoletta
Una storia che racconta un amore travagliato e ostacolato dalla diversità dei due amanti: Amore è un dio, mentre Psiche è una mortale, ma bella come una dea. Una saga di personaggi che dividono l’Olimpo dalla Terra, le divinità dai mortali, per scoprire che, nell’immaginario degli antichi, non c’è poi tanta differenza, gli uni assomigliano agli altri. Una scena che prende vita attraverso la forza del linguaggio vocale e corporeo, evoca ambientazioni e porta lo spettatore in un mondo immaginifico e a ritrovare se stesso.
SPADE E CIPOLLE
di e con Angela Iurilli
La signora Sofronia cerca Nina e la trova lì dove un pubblico aspetta un inizio, e l’inizio… ha inizio.
Un racconto diretto che scavalca i secoli e pone al centro una relazione antica: quella tra padrona e serva, qui legate da una morsa indissolubile che fa di due anime un corpo – e di due personaggi una sola interprete.
Sofronia, feroce padrona che si nutre di potere, è l’odio.
Nina, la serva che non piange mai. Nina la nera, Nina l’amore.
Ognuna attraverso il proprio sguardo evocherà fatti umani e storici (la vicenda risale all’epoca di Carlo Magno), ma per quanto la loro diversità/conflitto sia una questione antica, lo spettacolo non vuole essere storico. La memoria gioca brutti scherzi ad autori e personaggi; ognuno aggiunge, distorce, annebbia per poter sopra-vivere la verità. La storia diventa quindi una traccia, un pretesto per attraversare temi attualissimi, come i conflitti religiosi, la violenza della guerra e la corruzione del potere (uniche condizioni per una vita “privilegiata”), la vanità, la solitudine e il ricordo-incombenza della morte che attanaglia e spinge ad allontanare qualsiasi fragilità umana.
Il pubblico entrerà nella vicenda non solo in quanto testimone; a volte desiderato, altre respinto, sarà oggetto di un palleggio continuo e ironico tra la dimensione del presente reale e quella del passato ideale, scomparso con i Fiori di Francia.
ORLANDO
furiosamente solo rotolando

Camicia bianca, una tromba e uno sgabello: è tutto quel che serve per raccontare le vicende dei paladini di Carlo Magno e dei terribili saraceni. All’essenzialità della scena si contrappongono la ricchezza ed i colori delle immagini evocate: accampamenti, cavalieri, dame, duelli, incantagioni, palazzi, armature, destrieri… Un vortice di battaglie ed inseguimenti il cui motore è sempre la passione, vera o presunta, per una donna, un cavaliere, un ideale. Reale trasporto o illusorio incantesimo? Sono solo storie. Storie senza tempo di uomini d’ogni tempo, in cui tutto è paradosso, iperbole, esasperazione.
Riscoprire il piacere della fabulazione e della fascinazione della parola, il senso di ascoltare delle storie e di ascoltarle assieme ad altri. Arte un tempo assai familiare alla nostra cultura, ormai trascurata se non del tutto dimenticata. Ecco perchè l’Orlando Furioso di Ariosto, che proprio dall’arte dei cantastorie prese linfa per diventare alta letteratura; ed ecco perchè il travolgente racconto che ne ha fatto Italo Calvino insieme a stralci di immagini “rubate” ad altri suoi libri come “Il Cavaliere Inesistente”. Così le parole dei canti e delle ottave di Ariosto prendono nuova vita, un po’ tradite un po’ risuonate, e la narrazione avanza tra guizzi di folgorante umorismo e momenti di grande intensità, mescolando origini, tradizioni e dialetti. Nell’appassionante lavoro di scrittura alcuni episodi sono stati ripresi, altri rielaborati, altri completamente inventati com’è nell’essenza stessa dell’arte di raccontare
ORLANDO
furiosamente solo rotolando

Camicia bianca, una tromba e uno sgabello: è tutto quel che serve per raccontare le vicende dei paladini di Carlo Magno e dei terribili saraceni. All’essenzialità della scena si contrappongono la ricchezza ed i colori delle immagini evocate: accampamenti, cavalieri, dame, duelli, incantagioni, palazzi, armature, destrieri… Un vortice di battaglie ed inseguimenti il cui motore è sempre la passione, vera o presunta, per una donna, un cavaliere, un ideale. Reale trasporto o illusorio incantesimo? Sono solo storie. Storie senza tempo di uomini d’ogni tempo, in cui tutto è paradosso, iperbole, esasperazione.
Riscoprire il piacere della fabulazione e della fascinazione della parola, il senso di ascoltare delle storie e di ascoltarle assieme ad altri. Arte un tempo assai familiare alla nostra cultura, ormai trascurata se non del tutto dimenticata. Ecco perchè l’Orlando Furioso di Ariosto, che proprio dall’arte dei cantastorie prese linfa per diventare alta letteratura; ed ecco perchè il travolgente racconto che ne ha fatto Italo Calvino insieme a stralci di immagini “rubate” ad altri suoi libri come “Il Cavaliere Inesistente”. Così le parole dei canti e delle ottave di Ariosto prendono nuova vita, un po’ tradite un po’ risuonate, e la narrazione avanza tra guizzi di folgorante umorismo e momenti di grande intensità, mescolando origini, tradizioni e dialetti. Nell’appassionante lavoro di scrittura alcuni episodi sono stati ripresi, altri rielaborati, altri completamente inventati com’è nell’essenza stessa dell’arte di raccontare
Una grande festa dedicata ai bambini!
Si comincia alle ore 18.30 con laboratori e giochi (prenotazione gradita) postazioni per il teatro, la giocoleria, il travestimento, un labirinto, il parco giochi… e possono partecipate anche mamma e papà!
Poi tutti in anfiteatro per lo spettacolo SOGNI IN VOLO di e con Valentina Franchino
Una danza suggestiva sospesa ad una magica e originale struttura a forma di mezza Luna
Musiche portate dal mare e dal vento, musiche che fanno danzare sulla luna creando immagini da sogno e suggerendo nuove storie
Una partenza, un amore, una giostra: cadute, risalite e danze acrobatiche nell’aria, emozioni da guardare con gli occhi bene aperti, per poi chiuderli e ricominciare subito a sognare

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