Il teatro è stato paragonato dal maestro Peter Brook ad un microscopio, con il quale si può guardare la vita umana nei suoi dettagli normalmente invisibili.
Due artisti che da anni esplorano questi dettagli sono Germana Giannini e Robert McNeer che, in quest’occasione di laboratorio, intrecceranno i loro percorsi creativi.
La ricerca della presenza del voce-corpo ha portato Germana a studiare con alcuni maestri del 'Roy Hart Theatre' (accademia di ricerca vocale in Francia), con insegnanti di 10 etnie differenti dei festival 'Voix de Femmes' di Liegi e in India e Tibet. La passione che ha animato Germana è stata quella di cercare una dimensione creativa dove coincidessero intimità ed immensità. Attraverso l’esplorazione delle tante voci della voce ha trovato un luogo del canto dove coincidono mondo e persona, corpo e culture e dove la Cultura dell’umano autentico diventa fonte comune.
La fame di imparare ha portato Robert McNeer dagli Stati uniti, dove ha studiato teatro e letteratura a Chicago, a Zurigo, a seguire l'insegnamento del 'Mimenschule Ilg', a Togamura in Giappone, dove è stato allievo di Tadashi Suzuki, e al 'Nose to nose' in Inghilterra, dove ha studiato il clown con Vivian Gladwell. Attualmente insegna teatro e clown nelle situazioni più diverse, con professionisti e laici, portatori di handicap e di disturbi psichici, con educatori e con persone che si considerano normali ma che spesso si scoprono straordinarie.
Il filo rosso che unisce questi due percorsi è la ricerca della presenza autentica, libera dai giudizi codificati. Entrambi gli artisti usano la dimensione improvvisativa come strumento creativo attraverso il quale l’osservazione profonda ed immediata del mondo può diventare fonte d'ispirazione per l'individuo.
Durante gli incontri si esploreranno i diversi punti di “risonanza” del corpo, per rendere più consapevoli le peculiarità espressive di ognuno e le potenzialità del corpo-voce.
Si creeranno “alchimie” vocali fra più partecipanti, ricercando la sintonia di gruppo attraverso improvvisazioni di gruppo e polifonie vocali in seguito all’apprendimento di canti e melodie di diverse etnie.
Quest'energia ci accompagnerà mentre esploreremo—attraverso il riscaldamento fisico, giochi teatrali, e con il palco vuoto-- i nostri clown, dentro di noi, e attraverso l'improvvisazione individuale e collettiva, daremo il benvenuto alla voce, ludica, innocente, nuova, che vorrà emergere.
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