clown

“La risata è la distanza più breve tra due persone”   Victor Borges

Partiamo dal presupposto che ridere insieme fa bene alla salute, apre il cuore e unisce il gruppo. Qualcosa che migliora la qualità della vita senza alcun effetto collaterale negativo certamente meriterebbe di essere preso più sul serio! Nel lavoro del clown le debolezze diventano punti di forza e gli errori basi di partenza; ciò che comunemente è messo a margine in una società sempre più veloce e perfezionista si trasforma in poesia. Il nostro clown si veste spesso in modo eccentrico e porta un naso rosso, ma non deve saper fare giocoleria, acrobatica o gag comiche.

Scoprire il proprio clown è un viaggio nell’autenticità, la spontaneità, la semplicità, l’humour e la gioia. E’ la ricerca della propria vulnerabilità, senza doverla nascondere, per trovare lì la propria forza e una nuova autostima.

Si lavora con il gioco, l’improvvisazione e il palco vuoto, si lavora con le emozioni e con la propria parte intuitiva per esplorare in forma creativa l’incontro con sè e con l’altro.

> clown interculturale

Lascia una risposta

Devi essere autenticato per inviare un commento.