Risate nel Pozzo

Risate nel Pozzo

Quando avevo 7 anni, durante la recita scolastica de “L’oca d’oro”, ho affrontato il mio primo disastro sul palco: l’enorme scatola di caramelle Milk Duds che avevo nascosto sotto la tunica, cadde rovinosamente sul palco in piena vista appena iniziai a dire la mia prima battuta. Ero del tutto demoralizzato, e capii che la mia vita era un disastro totale quando vidi mio padre in quarta fila che piangeva.

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Straniero in terra straniera

Straniero in terra straniera

Ho vissuto in Europa il doppio del tempo che ho vissuto in America, la maggior parte in Italia. La notte faccio sogni in tre lingue. Mi sento più “a casa” qui che lì. Ma nessun italiano che mi senta parlare mi scambierebbe mai per un italiano vero. Sarò sempre “l’americano” (spesso “l’inglese” – per gli italiani è uguale) o, in maniera più generica, “lo straniero”.

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Clown teatrale: L'arte di fallire meravigliosamente

Clown teatrale: L’arte di fallire meravigliosamente

Il giullare è saggio, non intelligente. Non puoi pensare ad una scena. Devi essere in essa, guardare, ascoltare e sentire quello che sta succedendo dentro e fuori al palco. Aspetta che qualcosa accada e (questa è una delle grandi gioie paradossali del clown) se non cerchi di forzarlo, qualcosa succede sempre.

Le situazioni e le immagini nascono naturalmente attraverso semplicità, ripetizione, amplificazione, ritmo, incidente e variazione casuale. Quando i clown condividono ciò che hanno notato e ciò che provano con il pubblico, spesso porta risate e talvolta lacrime. Seguendo il proprio cuore e la propria immaginazione, i clown riescono a parlare della condizione umana.

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